La parola
economia deriva dal greco
oikos (casa) e
némein (ripartire, distribuire).
Quando si parla di economia quindi si parla di qualcosa che riguarda la capacità e la cura di amministrare i beni all'nterno di una comunità: la propria cerchia familiare, il proprio paese e poi il paese confinante, un altro ancora fino all'ultimo confine. Ma anche l'ambiente naturale, che è la Casa di tutti noi esseri viventi.
E' vero che nell'uso corrente questa parola evoca piuttosto un universo complesso e lontano, popolato di numeri e calcoli e da esperti di calcoli e numeri. I pensieri e i sentimenti collegati a questa parola riconducono normalmente alla durezza della logica del profitto e della competizione, all'esclusione di chi non è agguerrito, al consumismo che favorisce le industrie e soffoca di scorie il cielo, la terrra e il mare.
Bisogna colmare il divario che separa quell'originario senso di cura e distribuzione dei beni da quello che oggi muove la maggior parte delle scelte economiche su scala globale.
Riflettere, pensare, ragionare e comprendere che, come dice D. Ikeda è necessario "cambiare la logica economica che insegue il profitto ad ogni costo, lottare per i diritti umani e la libertà, rifiutare ogni genere di guerra e di violenza, agevolare il passaggio dal patriarcato a un'era delle donne, superare l'egoismo."